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Valutazione Requisiti di Sicurezza Attrezzature di Lavoro

Valutazione dei Requisiti di Sicurezza delle Macchine

Ogni azienda, in misura maggiore o minore, possiede delle macchine e delle attrezzature di lavoro. Occorre essere certi che tali macchine rispettino i requisiti richiesti dalla legge e derivanti dalle norme tecnico-costruttive della macchina stessa. Ma come esserne sicuri ? Può non essere sufficiente che la macchina sia marcata CEE, bisogna effettuare delle verifiche dettagliate, facendo riferimento a norme quali le ISO 12100 e 14121, per ogni attrezzatura che si mette a disposizione del lavoratore.

La nostra società offre il servizio di assesment dello "stato di salute" dal punto di vista della sicurezza delle Vostre attrezzature di lavoro.

Il 17 maggio 2006 la CEE emette la direttiva 2006/42, detta “nuova direttiva macchine”. Si tratta di un insieme di regole rivolto ai costruttori di macchine aventi l’obiettivo di definire requisiti essenziali per la salute e la sicurezza delle macchine da lavoro. In tal modo, si fa conto di migliorare la sicurezza dei prodotti immessi sul mercato europeo. La nuova direttiva macchine è entrata in vigore in tutta l’Europa nel dicembre 2009 e in particolare, in Italia, è stata recepita dal D.L. del 27 gennaio 2010 , n. 17 (pubblicazione del 19-2-2010 Supplemento ordinario n. 36/L alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 41).

Tale direttiva andava a sostituire la “vecchia” direttiva macchine 98/37/CE del Parlamento Europeo, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale L 331 del 07.12.1998, che a sua volta modificava la prima direttiva macchine 89/392/CEE, del 14 giugno 1989. In Italia, con la pubblicazione del DPR 459/96, pubblicato sulla G.U. n. 146 del 21/9/1996, fu accolta la prima direttiva macchine europea (la 89/322/CEE).

Il D.Lgs n.17 del 2010, nel recepire la nuova direttiva macchine,ha abrogato il DPR 459/96.

La direttiva macchina introduce anche l’obbligo di certificazione e marcatura CEE ai sensi dell’articolo 16 della direttiva stessa per le macchine che vengono immesse sul mercato europeo. Le macchine marcate CEE si presume siano conformi alle normative di sicurezza CEE e che siano state costruite seguendo le norme armonizzate riconosciute dalla Comunità Europea (art. 7 della direttiva macchine). Tuttavia, si deve sempre avere presente che la sola marcatura CEE non sempre garantisce che i parametri di sicurezza siano rispettati. In altri termini, se una macchina arreca danno ad un lavoratore per assenza evidente di barriere di sicurezza (magari non previste dallo stesso costruttore della macchina), e quindi non per difetti occulti della macchina stessa, il fatto che la questa sia marcata CEE non è esimente delle responsabilità civili e/o penali del datore di lavoro.

Il D.Lgs 81/2008 al Titolo III, “Uso delle attrezzature di lavoro e dei dispositivi di protezione individuale”, riprende la direttiva macchine, definendo quali sono i requisiti di sicurezza e i relativi obblighi del datore di lavoro e dei noleggiatori/concedenti in uso di attrezzature di lavoro (artt. 70, 71 e 72).

In particolare, per tutte le macchine che sono state costruite prima del 1996 (anno di entrata in vigore della prima direttiva macchine), si deve tenere conto dei requisiti di sicurezza descritti nell’Allegato 5 del D.Lgs 81/2008.

Per le macchine che sono state costruite dopo il 1996, e che si suppone marcate CEE, si deve tenere conto dei requisiti di sicurezza secondo quanto riportato nel D.Lgs n.17 del 2010, in particolare l’Allegato I di tale decreto. Inoltre, “si considerano conformi alle disposizioni di cui al comma 2 [macchine costruite prima del 1996] le attrezzature di lavoro costruite secondo le prescrizioni dei decreti ministeriali adottati ai sensi dell’articolo 395 del decreto Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n. 547, ovvero dell’articolo 28 del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626.” (art. 70 comma 3).

Il datore di lavoro, nel mettere a disposizione le attrezzature ai dipendenti, deve adottare delle misure tecniche e organizzative (quali quelle riportate nell’Allegato VI del D.Lgs 81/2008) atte ad eliminare/ridurre al minimo i rischi per la salute e l’incolumità del lavoratore. In particolare, deve:

  1. Installare ed utilizzare le attrezzature in conformità alle istruzioni di montaggio e di uso.
  2. Sottoporre le attrezzature ad idonea manutenzione ” al fine di garantire nel tempo la permanenza dei requisiti di sicurezza di cui all’articolo 70”. Le macchine devono essere “corredate, ove necessario, da apposite istruzioni d’uso e libretto di manutenzione” (art. 71 comma 4 punto 2)
  3. Aggiornare i requisiti minimi di sicurezza, mantenendosi al passo con l’evoluzione delle tecniche di prevenzione e protezione sul lavoro.
  4. Garantire la manutenzione e i controlli periodici e straordinari delle attrezzature.
  5. Mantenere aggiornato il registro di controllo delle attrezzature di lavoro.
  6. Garantirsi che “il posto di lavoro e la posizione dei lavoratori durante l’uso delle attrezzature presentino requisiti di sicurezza e rispondano ai principi dell’ergonomia” (art. 71 comma 6).
  7. Garantire un’adeguata informazione, formazione e addestramento all’uso delle attrezzature di lavoro.

Il datore di lavoro è altresì tenuto a mantenere per tre anni traccia scritta dei controlli effettuati sulle attrezzature. Attrezzature particolari quali quelle riportate nell’allegato VII del D.Lgs 81/2008 vengono sottoposte a particolari verifiche periodiche “volte a valutarne l’effettivo stato di conservazione e di efficienza ai fini di sicurezza, con la frequenza indicata nel medesimo allegato” (art. 71 comma 11). Tali verifiche sono compiute dagli enti preposti (ISPEL, ASL), anche se, nella realtà (come previsto espressamente per legge) sono per lo più effettuate da soggetti privati abilitati.

Analoghe regole valgono per i noleggiatori di attrezzature di lavoro, ai quali è dedicato l’art. 72.

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